Masoud Shojaei: «Il Panionios mi ha costretto a giocare contro il Maccabi»

Masoud Shojaei rompe il silenzio sulla sua esclusione dalla nazionale iraniana, e lo fa confidandosi con il quotidiano spagnolo El País. Il trequartista ha deciso di dare la sua versione dei fatti, una volta passato all’AEK di Atene dopo aver lasciato il Panionios. Anche il suo connazionale Ehsan HajiSafi ha salutato il club di Nea Smyrni per andare all’Olympiacos.

Legionari: il trequartista Masoud Shojaei
Legionari: il trequartista Masoud Shojaei accolto dall’AEK Atene su Twitter

Iraniani contro Israeliani

Il 27 luglio 2017 il Panionios era volato in Israele per affrontare il Maccabi Tel Aviv nella gara di andata del 3° turno preliminare di Europa League. I greci persero 0-1 senza poter contare sul duo iraniano, che si era rifiutato di partire in quanto l’Iran non riconosce Israele come Stato. Il tecnico Grigoriou li mise in guardia su un possibile licenziamento, ma i giocatori furono irremovibili per non violare uno dei principi della rivoluzione islamica.

«costretto a giocare»

Quando il 3 agosto successivo il Panionios doveva disputare il match di ritorno in casa, dalle parole di Grigoriou si passa ai fatti, come riferisce Shojaei: «Ci dissero: “Siamo in Grecia, questa non è la nazionale dell’Iran, se non giocate sarà peggio per voi. Vi abbiamo ingaggiato anche per giocare queste gare”, sottolineando che il passaggio del turno avrebbe portato 4-5 milioni di Euro». Messi alle strette, gli iraniani non vedono alcuna via di fuga: «Se il mio club mi avesse segnalato alla UEFA denunciando che non giocavo per motivi politici, avrei rischiato almeno un anno di squalifica!»

Shojaei racconta di aver passato la notte precedente al telefono, e di aver provato a contattare la Federcalcio iraniana per trovare una soluzione. «Non mi ha risposto nessuno, e sono stato costretto a giocare».

Masoud Shojaei ed Ehsan HajiSafi contro il Maccabi Tel Aviv
Masoud Shojaei (primo a sx) ed Ehsan HajiSafi (primo a dx) salutano gli avversari israeliani del Maccabi Tel Aviv prima del match

Team Melli Ban

Il duo iraniano scese in campo, salutando gli avversari del Maccabi Tel Aviv prima del fischio d’inizio, battendo il cinque come di consueto nelle competizioni europee. Le telecamere inquadrarono più volte i polsi dei due giocatori, che indossavano delle fasce con il tricolore iraniano. Il Panionios perse nuovamente 0-1, venendo eliminato dall’Europa League, tra le lacrime di Shojaei.

Da quel momento Masoud Shojaei non è stato più chiamato in nazionale (Team Melli Ban), cosa che non è avvenuta a HajiSafi perché quest’ultimo ha inviato pubblicamente un messaggio di scuse. Ufficialmente non c’è alcun provvedimento disciplinare verso Shojaei, ma sta di fatto che Queiroz non lo sta convocando.

Non solo un calciatore

Sui social non gli è mancato il sostegno di molti calciatori e tifosi iraniani, mentre altri continuano ad accusarlo: del resto, Shojaei si era attirato le antipatie degli ambienti più oltranzisti in tre occasioni.

La prima volta quando il 17 giugno 2009, durante la gara contro la Corea del Sud, indossò un braccialetto verde in sostegno alle proteste antigovernative.

Nell’ottobre 2016 subì un richiamo disciplinare dopo aver dichiarato ad una radio estera in lingua persiana che c’era corruzione nel calcio iraniano.

Infine nel giugno 2017 nella visita del Team Melli al Presidente della Repubblica, al quale non ha esitato a chiedere di ammettere le donne negli stadi.

Sognando il Mondiale

Il sogno più grande di Masoud Shojaei è la partecipazione ai Mondiali di Russia 2018, dopo aver contribuito da protagonista alla qualificazione dell’Iran. Per lui sarebbe un record personale, poiché diventerebbe il primo iraniano a disputare tre Coppe del Mondo (dopo Germania 2006 e Brasile 2014).

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